Incontro con alcuni dei protagonisti della favola del Colibrì

Un’orchestra pensata…e realizzata!

 

IMG_0748_2defppIl Colibrì Ensemble, la nuova Orchestra da Camera di Pescara, è stata fondata dal M° Andrea Gallo in seno all’Associazione Libera delle Arti prendendo spunto da una semplice favola per bambini che vede nella “partecipazione” la spinta propulsiva per il raggiungimento di importanti obiettivi.

M° Gallo la favola è stata la scintilla decisiva che ha dato il nome all’orchestra, ma cosa l’ha spinta a tentare davvero l’impresa di realizzarla?

La scintilla, la favola, è stata suggerita da Roberta Zanoni, un’importante collaboratrice e sostenitrice del Colibrì!,..me l’ha raccontata una sera nei giorni in cui cercavo disperatamente un nome per l’orchestra..ha colto nel segno, la sua è stata un’idea geniale! Quanto alla volontà di realizzarla davvero…pare che Gandhi abbia detto “Siate il cambiamento che volete vedere avvenire nel mondo” …ecco forse tramite questo aforisma è molto semplice spiegarne le ragioni; chi mi conosce bene e da tempo lo sa…ho in mente questa idea fin da quando ero studente del Conservatorio, del resto, che io sappia, non è mai esistita un’orchestra stabile a Pescara, se non altro da 35 anni a questa parte!

Cosa intende per un’orchestra stabile?

Normalmente per “orchestra stabile” si intende un ente che possa dare uno stipendio fisso ai suoi lavoratori, musicisti, personale, ecc….ma per stabile si può intendere anche qualcosa di radicato sul territorio, di conosciuto e soprattutto “riconosciuto” dal suo pubblico. Di questi tempi la prima ipotesi è molto difficile da realizzare e richiederebbe se non altro la partecipazione delle istituzioni come regione, comune. E’ la seconda ipotesi quella a cui per il momento miriamo. A mio parere è anche la più affascinante! un’orchestra costantemente presente nella vita dei cittadini, non per uno o due concerti all’anno, un’orchestra che miri a creare un senso di appartenenza, così come comunemente e facilmente avviene per una squadra sportiva.

Un’orchestra pubblica, di tutti i cittadini…ma sostenuta da privati?

Si, sembra un paradosso ma purtroppo è così. L’orchestra al momento è finanziata esclusivamente da privati, in primis dall’AIOT, Accademia Italiana di Osteopatia Tradizionale, main sponsor, e da altri sponsor privati trai quali BCC, Maico e i “Sostenitori del Colibrì”, semplici cittadini uniti dal profondo significato della favola per bambini in cui tutti, come il simpatico protagonista, possono “fare la loro parte”.

Dott.ssa Barlafante, lei è la Direttrice Generale del main sponsor…dunque è indubbiamente un altro protagonista della favola del Colibrì! Cosa l’ha spinta ad impegnarsi in questo progetto?

Quando ho sentito parlare per la prima volta del progetto e soprattutto ho ascoltato la favola del Colibrì ho deciso di ‘partecipare’. Ho da sempre una passione per la musica e l’idea di contribuire a fondare un’orchestra, fare qualcosa per la cultura e, indirettamente, per la ‘salute’ delle persone mi ha subito appassionato!

M° Gallo, quando inizia ufficialmente la storia del Colibrì?

Il 28 settembre, giorno dell’esordio al Teatro Comunale di Atri, ci siamo presentati al pubblico in maniera insolita ed originale eseguendo come primo brano in programma la prima esecuzione di una composizione di Stefano Taglietti scritta partendo dal tracciato di un elettroencefalogramma ed accompagnata da una mia sperimentale installazione artistica sul palcoscenico. Questa scelta vuole rappresentare il modo stesso in cui si propone il Colibrì Ensemble: qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso,…ma non solo, è infatti anche la dichiarazione di una scelta programmatica, ovvero quella di far vivere tutta la musica, anche quella contemporanea.”

Pochi mesi dopo è iniziata la Stagione Concertistica dell’Orchestra: 5 concerti nei quali si sta avendo modo di apprezzare la compagine in differenti tipologie di organici (archi, fiati, sinfonico..)

Si, l’intento è proprio questo: presentare l’orchestra, presentare il repertorio che è in grado di affrontare, e soprattutto i suoi musicisti, che piano piano il pubblico sta imparando a conoscere e riconoscere.

Un ruolo fondamentale hanno avuto in particolare alcuni di loro, come Stefano Ferrario, una Spalla fondamentale per l’orchestra ed un ottimo maestro concertatore; Jacopo Di Tonno, primo violoncello di grande esperienza e dalla strepitosa carriera; Matteo Pippa, primo violino, uno dei più grandi talenti abruzzesi che non ha bisogno di presentazioni, persona disponibile ad aiutarci fin dai primi passi del Colibrì.

Che bilancio fa di questa prima parte della stagione?

Parlo a nome mio e credo anche a nome di tutti i musicisti..siamo rimasti per ora soddisfatti dei risultati artistici che abbiamo raggiunto, ma personalmente sono rimasto soprattutto stupito dalle potenzialità che l’ensemble avrà modo di sfruttare nel tempo. Non secondaria è anche la risposta del pubblico; considerando che siamo in una città tutto sommato non troppo abituata ai concerti di musica classica, aver superato le 500 presenze nel primo concerto al Teatro Circus non è stato affatto male!

La beneficenza abbinata ai concerti è stata sicuramente un incentivo per l’affluenza di pubblico, sbaglio?

Si, senz’altro, è stato un aiuto reciproco e credo anche una soddisfazione reciproca. Ho visto per esempio i responsabili della Croce Rossa contenti non solo della beneficenza ricevuta, ma anche di aver contribuito ad accrescere la partecipazione e il successo dell’orchestra. C’è da dire però che l’aver venduto, oltre ai biglietti, più di 80 abbonamenti tra interi e giovani (questi ultimi a soli 15 euro per tutta la stagione!) è stata anche un’altra bella soddisfazione.

Sicuramente non deve essere stato semplice realizzare un simile progetto, quali sono le difficoltà in cui vi siete imbattuti in questi mesi?

Beh!…le difficoltà non sono affatto mancate, e nonostante un po’ di esperienza alle spalle, è stato più difficile di quanto pensassi mantenere in piedi l’organizzazione di un’orchestra! Bisogna tener presente che siamo in pochi a curarne tutti gli aspetti, si tratta di un’associazione di amici, tra l’altro non tutti del settore dello spettacolo.

Lei Dottoressa di cosa si occupa?

Io mi occupo della parte diciamo meno artistica del progetto, quella burocratico-amministrativa. Dietro ogni concerto c’è un iter ben preciso da rispettare, dall’aspetto contrattuale con i musicisti, la SIAE, i versamenti previdenziali ecc. Nell’Associazione si rispetta la favola del Colibrì: ognuno fa la propria parte!

M° Gallo qual è stata la soddisfazione maggiore?

L’aspetto appagante per eccellenza è stata la bella atmosfera venutasi a creare in orchestra tra i musicisti, simile a quella presente in un piccolo gruppo di musica da camera. Nessuno credo si sia sentito chiamato a svolgere un ruolo di “impiegato” o a fare quella che comunemente chiamiamo “marchetta”. E’ stato bello sperimentare la condivisione delle scelte musicali, la partecipazione attiva al progetto sia pratica sia emotiva. I musicisti credo si sentano parte del progetto.

Per lei Dottoressa?

La soddisfazione maggiore l’ho avuta la mattina della prima prova del concerto del 5 febbraio, quando i musicisti hanno iniziato ad emettere le prime note e si è creata subito una atmosfera particolare con una sorta di sincronia palpabile. Quel momento è stato molto emozionante ed ho capito che avevamo davvero realizzato un’orchestra!

M° Gallo delusioni? rimpianti?

Rimpianto…non essere riuscito a realizzare già anni fa questo progetto…ma come si dice: meglio tardi che mai! Delusioni..beh sicuramente la sensazione di lontananza, distacco mostrata da alcuni del settore..magari mi sbaglio ma ho come l’idea che non siamo visti di buon occhio da alcuni! Ma questo non ci abbatte, non ci interessa, né ci preoccupa minimamente…anzi, ci sprona ad andare avanti e a fare sempre meglio ogni volta che saliamo sul palco.

Quali progetti per il prossimo anno? una nuova stagione?

La stiamo definendo in queste settimane, man mano che parallelamente va chiarendosi la parte finanziaria. Anche il prossimo anno purtroppo non credo ci saranno interventi finanziari da parte delle istituzioni. E’ un peccato non poter contare sui contributi pubblici o di fondazioni per far partire un simile progetto, ma in tutta sincerità non mi aspettavo una situazione diversa. Mi auguro che gli amministratori futuri tengano d’occhio questa realtà, e che lo scetticismo iniziale lasci presto posto alla volontà di sostenere questa orchestra.

In merito alla prossima stagione di certo si tratterà di una stagione più ampia, con più concerti e speriamo anche la presenza di qualche personalità importante che proveremo a contattare. Il costo degli abbonamenti interi rimarrà pressoché invariato così come quello degli abbonamenti per studenti e giovani. Soprattutto su questi ultimi, sui giovani vogliamo puntare…sulle nuove generazioni di musicisti…coinvolgerli, vederli ai nostri concerti, suonare con loro.

Valentina Faricelli

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